| Il Multiclub |
| Franca M. Gabriele
Presidente e fondatore A.Ga.Bi. |
Fino a poco tempo fa in Italia era accettato un solo club per razza. Da quest’anno ANFI ha deliberato la soppressione di tale restrizione e subito vi è stato ovunque un fiorire di club che dichiarano di proteggere e difendere la razza prediletta.
Quando fu fondata l’Agabi in Italia non esisteva alcun club di razza specializzato, né esposizioni speciali, né tantomeno raduni o incontri di aggiornamento, queste iniziative si sono rivelate vincenti con gli anni a livello promozionale tanto che gli allevamenti grandi e piccoli proliferano ovunque. I gattofili nazionali hanno scoperto il Birmano come un animale facile, dal carattere deliziosamente amabile e aumentano le richieste. Arriveremo ad avere un Birmano per ogni famiglia italiana? Il gatto indispensabile, come già profetizzava Eliott, come la lavatrice o il ferro da stiro?
Nella mia esperienza ho però notato che spesso quantità e qualità non vanno proprio a braccetto e che anzi l’ampia richiesta commerciale induce a far riprodurre qualsiasi soggetto nella speranza di facili guadagni. Emergono infatti frotte di improvvisati allevatori faidate che dall’oggi al domani ti mettono in cantiere cucciolate magari da soggetti not for breeding acquistati, giurin giuretta, da compagnia. Ciò non va a vantaggio di nessuno, neppure dei piccoli improvvisati che potrebbero andare incontro a sgradevoli sorprese. L’allevamento di gatti non è infatti equivalente alla produzione della patata da frittura, e richiede un minimo di competenza e di esperienza per evitare incidenti inerenti la salute del gatto, per non parlare del detrimento allo standard della razza.
C’è spazio quindi per molti iscritti ai club, spesso iscritti solo di un anno, quello della cucciolata, e quando ci sono molti soci, ecco emergere competitività, non sempre costruttiva, divergenze e personalismi. Se il fiorire di club diventa il modo per accogliere e comprendere realtà diverse - e l’Italia è lunga e variegata, lo sappiamo tutti - è iniziativa meritoria, benché questo problema, a mio avviso, si sarebbe potuto risolvere più efficacemente con un unico club diviso in sezioni che, essendo più numeroso, avrebbe un maggior peso nella realtà felina generale.
Se diventa invece il ritrovo degli scontentini, delle piccole partitocrazie, il festival dell’egocentrismo, crea smembramento e dalla parcellizzazione deriva uno svantaggio assoluto per la razza che così tanto si proclama di voler difendere e proteggere.
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