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Fino a poco tempo fa in Italia
era accettato un solo club per razza. Da quest’anno ANFI ha
deliberato la soppressione di tale restrizione e subito vi è
stato ovunque un fiorire di club che dichiarano di proteggere e
difendere la razza prediletta.
Quando fu fondata l’Agabi in
Italia non esisteva alcun club di razza specializzato, né
esposizioni speciali, né tantomeno raduni o incontri di
aggiornamento, queste iniziative si sono rivelate vincenti con
gli anni a livello promozionale tanto che gli allevamenti grandi
e piccoli proliferano ovunque. I gattofili nazionali hanno
scoperto il Birmano come un animale facile, dal carattere
deliziosamente amabile e aumentano le richieste. Arriveremo ad
avere un Birmano per ogni famiglia italiana? Il gatto
indispensabile, come già profetizzava Eliott, come la lavatrice
o il ferro da stiro?
Nella mia esperienza ho però
notato che spesso quantità e qualità non vanno proprio a
braccetto e che anzi l’ampia richiesta commerciale induce a far
riprodurre qualsiasi soggetto nella speranza di facili guadagni.
Emergono infatti frotte di improvvisati allevatori faidate che
dall’oggi al domani ti mettono in cantiere cucciolate magari da
soggetti not for breeding acquistati, giurin giuretta, da
compagnia. Ciò non va a vantaggio di nessuno, neppure dei
piccoli improvvisati che potrebbero andare incontro a sgradevoli
sorprese. L’allevamento di gatti non è infatti equivalente alla
produzione della patata da frittura, e richiede un minimo di
competenza e di esperienza per evitare incidenti inerenti la
salute del gatto, per non parlare del detrimento allo standard
della razza.
C’è spazio quindi per molti
iscritti ai club, spesso iscritti solo di un anno, quello della
cucciolata, e quando ci sono molti soci, ecco emergere
competitività, non sempre costruttiva, divergenze e
personalismi. Se il fiorire di club diventa il modo per
accogliere e comprendere realtà diverse - e l’Italia è lunga e
variegata, lo sappiamo tutti - è iniziativa meritoria, benché
questo problema, a mio avviso, si sarebbe potuto risolvere più
efficacemente con un unico club diviso in sezioni che, essendo
più numeroso, avrebbe un maggior peso nella realtà felina
generale.
Se diventa invece il ritrovo
degli scontentini, delle piccole partitocrazie, il festival
dell’egocentrismo, crea smembramento e dalla parcellizzazione
deriva uno svantaggio assoluto per la razza che così tanto si
proclama di voler difendere e proteggere.
Franca M. Gabriele
Presidente e fondatore A.Ga.Bi.
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